Archive for Gennaio, 2009

Gen 19 2009

meraviglioso…

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MERAVIGLIOSO – (D. Modugno)
E’ vero
credetemi è accaduto
di notte su di un ponte
guardando l’acqua scura
con la dannata voglia
di fare un tuffo giù uh
D’un tratto
qualcuno alle mie spalle
forse un angelo
vestito da passante
mi portò via dicendomi
Così ih:
Meraviglioso
ma come non ti accorgi
di quanto il mondo sia
meraviglioso
Meraviglioso
perfino il tuo dolore
potrà  guarire poi
meraviglioso
Ma guarda intorno a te
che doni ti hanno fatto:
ti hanno inventato
il mare eh!
Tu dici non ho niente
Ti sembra niente il sole!
La vita
l’amore
Meraviglioso
il bene di una donna
che ama solo te
meraviglioso
La luce di un mattino
l’abbraccio di un amico
il viso di un bambino
meraviglioso
meraviglioso…
ah!…
Ma guarda intorno a te
che doni ti hanno fatto:
ti hanno inventato
il mare eh!
Tu dici non ho niente
Ti sembra niente il sole!
La vita
l’amore
meraviglioso
La notte era finita
e ti sentivo ancora
Sapore della vita      Meraviglioso

Prendo in prestito queste splendide parole, per dar fiato al mio silenzio, quel silenzio che in breve mi si è abbattuto dentro, addosso, senza una reale motivazione, a volte penso che non ha senso, star qui a riscrivere ciò che altri hanno già scritto, magari cantato e magari fotografato…ma poi è solo il modo di parlarmi, di dar un posto ai miei pensieri, quelli che non riesco a mettere in fila, perché troppi, perché così variegati che non hanno senso di per se, una parola e una sensazione, anzi quelle poche, molto ben evitate come fossero gli avversari da schivare, non mi butto in niente, sto così stretta nelle spalle, per fuggire dal freddo, dal freddo di quest’inverno, troppo lungo per me, per i miei occchi e la mia anima, stringo ancora a voler alzare un muro tra me e le sensazioni e niente mi sfiora, non riesco a parlare, non riesco a trovare …mi perdo nel da fare per trovare la vita, ma le cose vanno troppo piano in confronto ai miei pensieri che sfidano la velocità dei treni, e allora provo a cantare una canzone a squarciagola per farla mia, per sentirmi viva, per non essere solo un confuso gomitolo di cose da fare, dire, pensare, quel cesto di mille cose colorate ma insensate messe lì a caso, che perdono bellezza, che perdono valoreche perdono sapore, che perdono tutto..e ci sono dentro tutte……un pensiero per una persona che sta male e non lo merita, un pensiero per qualcuno che affronta un dolore a testa alta e con onore,uno per coloro che vivono la gioia di un nuovo amore e ne parlano, per chi vive la novità della vita che arriva,  per le bollette da pagare, per le cose da comprare, per i conti da fare, per i giochi da sistemare, per il grembiule da stirare,  per accontentare tutti, e poi… io e miei sogni da ricostuire, ogni giorno e mi sembrano utopie e mi sembra di rincorrere castelli in aria, e poi fantasmi, a volte lontana da tutti, lontana dal mondo, come  sentire che tutti parlano intorno e non capire e non mettere a fuoco niente, e le labbra incollate, appiccicate, non riesco a dire niente, se non rispondere alle domande… e mi fermo e canto questa canzone e mi sembra sembre bella , lo stupore per la vita , lo stupore per le belle cose, le piccole cose che facciamo passare tra le righe, stupirsi e restare a bocca aperta davanti a tutto questo che è meraviglioso e  mi fermo in silenzio e osservo il mare che hanno inventao, osservo le mani, la gente, i sorrisi…. Sono serena ma complicatamente incasinata, sono qui e prendo in prestito parole e musica e mi faccio compagnia e grido che forse ce la faccio, si ce la faccio…..ancora un po’, ancora, ancora uno sforzo, uno solo…. E le cose cambieranno dinuovo, cambieranno…. Cambieranno…e sarà meraviglioso!!!!

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Gen 13 2009

i gatti, la luna , l’amore

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I gatti malati d’amore gridano alla luna quella luna così argentata e quasi sorridente, e chiedono gocce d’amore, implorano..io mi sveglio con le mani a coprire le orecchie, quasi a non voler sentire, a voler dire lasciatemi dormire, ma più forte è quel grido quasi un canto così malinconico e disperato che non posso fare a meno di unirmi a loro, e gridare pietà a quella luna, pietà di me che  sono solo una piccola donna, forse ancora ragazzina che ha paura, paura di non riconoscere l’amore, paura di non saperlo vivere, paura di non capire e lascirsi rapire e poi paura di tutto, anche di se stessa, perché quando non si sa se si può amare ci si nasconde in mezzo a scuse d’amori non corrisposti per poi lasciarsi trascinare in amori che non esistono, in qualcosa di conveniente, in qualcosa che sia accordo e non un brivido…ma luna…solo tu conosci i miei pensieri e mentre le lacrime ghiacciano sul viso, e segnano fili d’argento, tu luna piangi e fa che quelle gocce d’amore che sai rilasciare brillino su me, mi regalino i brividi d’amore….Luna a te cantano ancora quei gatti e mi tengono sveglia , ti guardo sogno, grido, piango, e penso a chi sono e dove sono a me che non voglio altro che regalare sogni, e che regalo l’amore a chi sa goderne, un ora, un momento, un attimo strappato alla gioia a voler capire provare lasciarmi vivere l’amore… asciugo le lacrime, scaccio quella vena di malinconia che avvolte mi assale.. i gatti se ne vanno scodinzolando nel buoio luminoso di questa notte, torno in casa, torno nel mio letto……pensieri e mani e sogno carezze sul mio collo e baci…dolci e forti,. le mani,. sogno quello che voglio e pretendo…..e…………..

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Gen 07 2009

l’ultimo addio

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Questo è un po’ un addio, un ultimo e definitivo addio… l’ho detto mille volte forse, ma adesso non si torna indietro, non c’è più spazio per niente, solo centellinate parole professionali, e  contatti sporadici.

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